Gourmet è parola di origine francese e vuol dire, in buona sostanza, buongustaio. Il termine è chiaramente associato alle arti culinarie. Mangiare bene, bere bene, proporre, per le imprese del food e beverage una cucina di livello superiore caratterizzata da pietanze, pizze, panini, vivo, birra raffinati. Il mondo gourmet tocca i gusti, i sensi, la qualità di ciò che mangiamo e beviamo; rivisita il cibo della tradizione e lo rielabora rendendolo degno di nota. Da non opporre mai ai piatti della tradizione, il vero “gourmet” attinge da lì. Alla filosofia “gourmet” si aprono ristoranti, cucine, pasti o ingredienti di alta qualità dove è praticata la grande attenzione anche per la presentazione e l’aspetto delle pietanze. Gli Stati Uniti adoperano il termine “gourmet” per identificare coloro che mangiano cibo dal gusto elitario e si contrappongono agli altri, la massa, che preferisce un cibo “populista”. Ma “gourmet”, in ogni parte del mondo, è anche una classificazione del settore gastronomico per gli alimenti di qualità premium. Alimenti e bevande, per esempio, come il caffè, sono spesso divise tra una qualità standard e una “gourmet”. Enoteche “gourmet” sono quelle enoteche dove frequentemente di realizzano degustazioni di vino ispirate a persone che si considerano buongustai. I programmi televisivi, come quelli su competizioni alimentari, ricercano e si rifanno a una qualità superiore alla media, appunto “gourmet”. Il turismo “gourmet” è un settore di nicchia della ristorazione che si sta sviluppando molto negli ultimi anni, per le persone che ricercano cibo o degustazioni, i ristoranti o le regioni alimentari e di produzione del vino.