Questa è la storia di almeno quattro generazioni che alle pendici del Somma/Vesuvio, in uno dei tredici paesi che oggi sono nel Parco nazionale, hanno saputo “narrare” con il lavoro operoso la tradizione enogastronomica di questa terra. Qui siamo a Somma Vesuviana cittadina diventata famosa per l’importazione, la lavorazione ed il commercio dello stoccafisso e del baccalà. Prodotto ittico ricco di qualità organolettiche che arriva dalla lontana Norvegia ma trova qui diverse importanti aziende legate allo stoccafisso e al baccalà che hanno posizioni di tutto prestigio. Eppure quando trent’anni fa Francesco Russo, padre di Luigi Russo, decise di far nascere la sua “Lanterna” non si poteva prevedere tutto il consenso di pubblico e di critica che sarebbe arrivato nel corso degli anni a seguire.

Francesco Russo, padre di Luigi Russo e fondatore de “La Lanterna” nella foto assieme alla cuoca Antonietta Esposito

“Figlio d’arte”, come suo figlio Luigi, Francesco Russo ha fatto del lavoro una passione variegata. Apprezzava già dal nonno materno, Francesco anch’egli, l’arte antica di cucinare i piatti della tradizione sommese: poche cose in una trattoria dell’epoca dove si beveva buon vino mangiando qualche pietanza tipica. Lungo la stessa linea genetica, racconta oggi Luigi Russo, anche il nonno materno Ciro aveva appreso a fare le stesse cose: piatti della tradizione e buon vino offerto ai visitatori che capitavano a Somma ma soprattutto agli abitanti di questa di terra. Raccogliendo un patrimonio d’emozioni e di vita, nel 1988 il papà di Luigi Russo ebbe come presagio il dono di una lanterna che gli era venuta in regalo da un frate francescano colto e visionario di nome Guido Giustiniano. Sembrò il segno di un destino quando aprendo un nuovo spazio di ristorazione si dovette decidere il nome. Nacque così “La Lanterna” nella quale Francesco Russo volle la collaborazione anche di suo figlio Luigi che all’epoca aveva solo 15 anni. Dieci anni in fretta e arrivarono, assieme padre e figlio, continuando la stessa cucina ispirata e guidata dai sapori della tradizione, a pochi passi dal nuovo millennio. Arrivò così la svolta “gourmet” che il giovane Luigi Russo, allora 25 enne, entusiasmato dall’idea del nuovo millennio e dall’idea di puntare non solo sullo stoccafisso, fino ad allora sovrano incontrastato della tradizione locale, ma anche e soprattutto sul baccalà. Fu in quell’anno che si diede anche mano alla ristrutturazione del locale così come si presenta oggi e come ha voluto presentarci, davanti all’occhio vigile della telecamera de “igourmet.it” che abbiamo acceso per lui. Il nostro primo viaggio gourmet è partito da qui.

Negli “Appunti di gusto” che Luigi Russo ci mostra c’è tutta la filosofia di un’attenzione: i disegni della moglie Consiglia, il colore dei capelli delle sue due figlie, i menù degustazione, il sodalizio con Slow Food che Luigi Russo e sua moglie hanno voluto fortemente. L’anno del trentesimo anniversario dalla nascita del ristorante gourmet è anche questo. Si tratta di riprendere e di sviluppare tutte le idee rimaste in mente, di consolidare e coniugare innovazione e tradizione, di continuare a rispettare il cliente come dal primo giorno, di conservare il miglior rapporto tra qualità e prezzo. Nelle ventiquattro pagine che custodiscono l’anima de “La Lanterna” in quel libretto ben colorato che ha per titolo “Appunti di gusto” ci sono spazi cromatici lasciati all’immaginazione accanto ad altri dove il testo evoca, riporta, riannoda. Si legge che “c’era una volta una terra fertile e generosa, posta sulle antiche pendici del Vesuvio e c’era una famiglia appassionata dei frutti e della cucina di quella terra”. Si legge, per esempio, come già ricordato, che Luigi Russo proviene da una famiglia che già alla fine dell’Ottocento si dedicava alla ristorazione, vendendo vino locale in una cantina del borgo Casamale”. Che “suo nonno Ciro Molaro aprì, agli inizi del Novecento, una trattoria a Santa Maria al Castello gestita con i cinque figli, da tutti conosciuta come da “Ciro ‘A Pupatella” e che “Anna la figlia femmina, dopo il matrimonio con Francesco Russo, negli anni ottanta dà vita al ristorante” che qui si racconta. Oggi Luigi e Consiglia sono assieme ai due abili cuochi, Luigi Scarpa e Antonietta Esposito, che in cucina sanno seguire l’equilibrio di sapori e gusto così come sono supportati dalle materia prime che Luigi e Consiglia scelgono senza lesinare alcun risparmio: la papaccella napoletana, il fagiolo dente di morto di Acerra, le alici di Menaica, il conciato romano (tutti presidi Slow Food) accanto al migliore baccalà della cittadina vesuviana. C’è la temperanza nelle parole e nelle pientanze che Luigi Russo fa trovare sui tavoli dei suoi commensali. Cotture lente e ben dosate, antipasti, primi e secondi che coniugano il baccalà in mille modi (la pastelle di baccalà, la genovese di baccalà, i paccheri ripieni di baccalà gratinati alle cime di rapa, la parmigiana di melanzane e baccalà, il baccalà su vellutata di agrumi e pistacchi, il tegamino di baccalà, il ventricello tipico di baccalà). Un percorso d’emozioni uniche per il palato e per gli occhi con una carta vini che la visita in cantina, appena fuori il giardino, può rendere ancora più esaltante. Già, il giardino è il posto ideale per i pranzi e le cene estive che si possono vivere alla “Lanterna”. Chiusa di lunedì e aperta dal pranzo di martedì al pranzo della domenica, festivi tutti compresi, “La Lanterna” è diventata una tappa di gusto e non solo perché è tappa dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi, “una rete internazionale di cuochi che si impegnano a valorizzare i prodotti dei Presidi, dell’Area del Gusto e delle piccole produzioni locali “buone, pulite e giuste”, salvaguardando la biodiversità agroalimentare a rischio di estinzione e dando visibilità e giusto valore ai produttori da cui si forniscono”. Non manca l’attenzione ai celiaci, alle intolleranze di vario genere che qui diventano prioritarie. Carni campane, la fresella, i formaggi, un panino gourmet e anche il menù del trentennio completano l’offerta enogastronomica de “La Lanterna” di cui ci piacerà raccontare i copiosi e lieti successi del prossimo trentennio.

Luigi Russo e la moglie Consiglia
Le pastelle di baccalà che trovate alla “Lanterna” di Somma Vesuviana
La parmigiana di melanzane e baccalà de “La Lanterna” di Somma Vesuviana

Gli antipasti di baccalà de “La Lanterna” di Somma Vesuviana

Il tegamino di baccalà de “La Lanterna” di Somma Vesuviana
Il baccalà su vellutata di agrumi e pistacchi de “La Lanterna” di Somma Vesuviana
I cuochi de “La Lanterna” di Somma Vesuviana, Antonietta Esposito e Luigi Scarpa
Il ventricello di baccalà de “La Lanterna” di Somma Vesuviana

“La Lanterna” è a Somma Vesuviana (Napoli) in via C.G. Aliperta, 8 | telefono 081 8991843 | web www.lalanternaristorante.it