Giunto alla sedicesima edizione, l’evento enogastronomico Festa a Vico avrà luogo da domenica 3 a martedì 5 giugno e come di consueto trasformerà la cittadina costiera in un irresistibile itinerario del gusto. Lo chef pluri-stellato Gennaro Esposito, che a Vico è nato e a Seiano ha dato vita al ristorante La torre del Saracino, ha ideato Festa a Vico nel lontano 2003, col proposito di legare all’incontro tra chef celebri ed emergenti l’impegno solidale delle donazioni che compartecipano all’evento.

Da allora l’appuntamento annuale ha alcune tappe imprescindibili; si comincia con  la Repubblica del cibo, che si svolge nel cuore del paese e che quest’anno vedrà al fianco del patron di casa Antonino Cannavacciulo, anch’egli vichiano. Il paese resterà illuminato fino a notte fonda delle luci dei negozi e delle botteghe in cui gli chef provenienti da tutta Italia realizzeranno i loro piatti, ma anche le strade e i giardini si riempiranno di chioschi in cui sarà possibile abbandonarsi alle degustazioni con un contributo di 20 euro, che consente di assaggiare fino a 5 piatti e che sarà totalmente devoluto alle Onlus amiche (Sos Santobono, Alts, Fondazione Pro, Mici, Parrocchia SS Ciro e Giovanni, Ist. Comprensivo costiero Vico Equense).  Nella stessa giornata si terrà anche l’evento I Professori all’Università con 50 chef stellati che, divisi in brigate, cucineranno per i 300 ospiti raccolti nell’Università della pizza della famiglia Dell’Amura, locale conosciuto come il luogo della pizza a metro, e che celebra in questa occasione il suo primo cinquantennio di attività. È possibile parteciparvi con una donazione di 150 euro, in quanto “Sostenere i progetti delle Onlus è la finalità principale di Festa a Vico”, afferma Gennaro Esposito, oltre che consentire ai partecipanti di “incontrare chef di prim’ordine come il mio amico Antonino Cannavacciuolo”. Tra gli altri anche Giuseppe Stanzione del Ristorante Le Trabe (Salerno), Franco Madama di Magnolia (Roma), Nicola Gronchi di Bistrot (Forte dei Marmi), e ancora  Massimiliano Malafronte (Gragnano), Fabrizio Tesse (Torino), Giovanni Vanacore (Ravello), Daniele Usai (Roma), Ilario Vinciguerra (Gallarate), Gennaro Russo (Positano) e tanti altri. Nella stessa location avrà luogo lunedì 4 giugno La cena delle stelle, tradizionale appuntamento che combina alta cucina e glamour, 20 chef coccoleranno il palato di 200 commensali in un ambiente allestito con cura ed eleganza, sì da costituire una cornice preziosa per una cena ‘stellata’. La partecipazione necessita di una prenotazione e di un contributo di 280 euro destinati alle Onlus.

A chiusura della Kermesse martedì 5 giugno si terrà Il Cammino di Seiano, street food a tema sul lungomare, e il celebre Dessert Storm, l’incontro con 50 tra i pasticcieri più importanti d’Italia che prepareranno dolci innovativi e della tradizione. Il contributo in questo caso è di 120 euro, da effettuare la sera stessa ai banchi delle associazioni poste all’ingresso.

La vera novità di quest’anno, però, è Sostanzafortemente voluta da Gennarino in virtù della sua costante ricerca di materia prime di assoluta qualità. Un vero e proprio viaggio quello che lui ha compiuto negli anni tra artigiani e produttori italiani per scoprire materie prima spesso dimenticate o semplicemente trascurate” – si legge sul portale ufficiale di Festa a Vico – “Ecco, da questo ‘diario di viaggio’ nasce soSTAnza perché stavolta non è Gennaro che va dai suoi amici artigiani, sono loro che vengono, anzi tornano – come nel ‘gioco delle mani amiche’ – a Festa a Vico”. Dunque la ‘sostanza’ è quella delle materie prime, primigenie essenze del buono che Festa a Vico vuole esaltare e tutelare, attraverso l’informazione di Terra delle stelle, il talk che sarà tenuto da alcuni chef, tra cui gli ospiti Bottura, Cracco e Cerea,  e l’allestimento che al Moon Valley di Seiano, lunedì 4 e martedì 5, porterà una selezione di prodotti che esprimono l’autenticità e la genuinità del nostro territorio. I produttori coinvolti vengono da molte regioni italiane e proporranno alcune prelibatezze della nostra terra quali la mandorla di Toritto in Puglia e i ceci della Tuscia nel Lazio.

Il titolo che si è scelto di dare ai tre giorni della festa enogastronomica di Vico è Manima, crasi tra i termini mani ed anima, dunque il corpo e lo spirito, ingredienti fondamentali di una cucina di qualità, la materia che forma e l’ispirazione artistica che è guida della grande cucina. L’idea è tornare a parlare “di campi, di pascoli, di erbe, di agli, di cipolle, di ortaggi, di formaggi, di salumi, insomma di tutti quei prodotti nascosti o dimenticati, che portano sulle nostre tavole anche l’anima di chi li ha fatti nascere e crescere”.

Festa a Vico è una cucina a cielo aperto, una piazza del gusto in cui gli chef condividono sapori e saperi, ma è anche un progetto di sostegno pieno ed incondizionato alle buone cause, come quella dell’Associazione per la lotta ai tumori al seno (Alts) che quest’anno ha in cantiere un progetto che realizzi una campagna di prevenzione innovativa e sostenibile, o quello di Noi con voi per le Mici (malattie infiammatorie croniche intestinali) che con i proventi di Festa a Vico auspica di poter acquistare una nuova lavadisinfettatrice per il Centro Regionale di riferimento per le Mici, dove sono seguiti circa 300 bambini, e che renderebbe più efficiente l’esecuzione degli esami endoscopici.

Festa a Vico da anni ormai riesce a coinvolgere appassionati e semplici curiosi, con una cucina d’autore che si impreziosisce della splendida cornice marina di quel comune della penisola sorrentina posto tra il Golfo di Napoli, i monti Lattari ed il golfo di Salerno.